L’Uomo che canta

11 marzo 2011

Da poco faccio parte di un coro polifonico, in piedi da più di 50 anni. I vari interpreti si susseguono nelle stagioni, ma la tendenza è che chi entra a farvi parte poi non se ne vada più. Sono andata a bussare anche io e mi hanno preso. Ora sono tra i contralti. I contralti sono le voci femminili più gravi.

Sono tutti accoglienti verso i nuovi arrivati: sei nuovo ma fanno in modo di darti un pò di polvere, come fossi li da sempre . Anche quelli antipatici ti trattano un pò cosi. Ti guardano con lo sguardo di un antipatico che ti ci guarda da sempre.

Prima di andarci, uh! quanto ho titubato. Avevo paura. Boh, a volte vuoi fare tanto qualcosa che ti renda felice ma più ti sembra importante più agire ti mette paura. Così ho lasciato passare molti anni prima di buttarmi in questa esperienza; ogni tanto mandavo mail per informarmi ponendo interrogativi già ampiamente risolti in ogni mail precedente.

<<Ma siete sicuri che…ma sicuri sicuri che?? allora vengo eh…ma sicuri sicuri, proprio?>>.

Perchè siamo campioni a trovare mille scuse per rimandare un piacere. Io sono una campionessa nel rimandare le esperienze che mi fanno stare bene. Perchè succede che a volte uno abbia sto timore, di star bene, di star contento, come se dopo qualcuno glielo fa pagare; e allora ha bisogno di uno spintone per dare il via alla questione: le persone così sono quelle che poi non vogliono più smettere e non volevano nemmeno iniziare.

Per il prossimo concerto stiamo provando il Requiem di Mozart, un capolavoro. Emetti una nota e ti vibra il cuore, ascolti le controparti che cantano e ti oscilla l’anima, segui l’incedere incalzante della musica e ti infiammi a dismisura; danziamo con le voci, anzi no, sono tiri di scherma, sono affondi e steccate! Sono convinta che Mozart abbia scritto questa messa con l’unico scopo di restituire vita ai defunti, non certo di accompagnarli nell’aldilà. E’ di una bellezza sempiterna.Il maestro ci riprende più di una volta perchè siamo un coro goliardico che chiacchiera sottovoce e si distrae fra un sol e un la di prova…Ma mettiamo tutti noi stessi nell’esecuzione, qualora lui ci dice <<Ora dalla prima battuta, soprani contralti tenori e bassi tutti assieme!”>> e pizzica e schiaffeggia l’aria con la mano destra, dandoci il via. Siamo un gruppo eterogeneo, dai 19 ai 65, ce li abbiamo tutti…nonostante questo non ci sono nicchie e fazioni, ci si interseca ci si integra: i soprani nelle pause vengono a chiacchierare con me dall’altro lato dell’aula, mentre i tenori scendono giù verso noi contralti per scambiare un pensiero. E’ un bell’insieme di persone, non c’è che dire, si fa presto a sentirsi di famiglia.   Se poi si è particolarmente scorticati e spocchiosi, non ti sentirai forse di famiglia ma si canta che è un piacere, che magari la spocchia dopo un pò se ne va via, a furia di tanta bellezza.

Ma ora sto raccontando tutto questo perchè stasera alle prove è accaduto un fatto. Chiamarlo fatto è improprio. E’ accaduto un fenomeno soprannaturale, direi suggestivo, taumaturgico. Era il compleanno di un ragazzo, un ragazzo che ancora non conosco, so il nome solo perchè me l’hanno bisbigliato, nell’attesa che toccasse a noi nel Kyrie. Un ragazzo a cui vogliono tutti molto bene, a quanto pare. L’altra volta abbiamo raccolto una cifra e ho partecipato anche io pure ignorando per chi mettessi i soldi, e oggi sono arrivati con questo regalo sostanzioso. Che poi, i soldi avanzati i veterani li hanno ridistruibuiti fra noi giovani e mi han dato la stessa cifra che avevo messo…Alla fine delle prove, tardissima sera…abbiamo stappato lo spumante. Gli strumenti erano via riposti e gli spartiti erano già sistemati in borsa in attesa di tornare a casa. Il festeggiato era nel mezzo e ringraziava: molti intorno, a turno, lo abbracciavano e gli sorridevano con le parole…sicchè…dunque… un coro polifonico fa un canto di auguri proprio come si deve. Qualche basso calcava la voce, cacciava una risatina qui e là. Ma il festeggiato a un punto ha avuto un ‘idea! Forse in imbarazzo per essere al centro dell’attenzione ha proposto di istituire,dal suo compleanno e a seguire, un nuovo canto di auguri. <<Siii!! >>,hanno fatto tutti, in coro naturalmente. Chiedendo a chi avevo vicino, dall’angoletto in cui osservavo mangiando un quadratino di crostata, ho saputo che aveva proposto l’inno del coro stesso. Abbiamo un inno e non lo sapevo.

E qui è accaduto il fatto.

Non ho capito quando,non ho capito come,  ma si sono alzate le voci a intonare il canto e…le persone sono sparite!

Non c’era più nessuno!

Io stessa stavo a 30 cm buoni da terra, nel mio angoletto, e percepivo solamente la bellezza di una passione. Non c’erano più avvocati, medici, studenti, musicisti e portieri di stabili in quell’aula; non c’erano più i corpi di 50,60 persone: io avvertivo solo una luce negli sguardi, un bagliore nei sorrisi, una fierezza nella voce, un rispetto negli intenti, una somma di emozioni, un fascio di anime. C’erano solo anime, c’era il silenzio mentre tutti cantavano, l’atmosfera fulgida di eccitazione e commozione. Chi ascoltava era compreso, chi cantava era comprendente. Nel mentre ho pensato a quanto erano belli uno a uno, trasfigurati. Anche gli antipatici rilucevano di grazia, anche i timidi vibravano di forza e nessuno per quei 5 minuti era più il proprio nome e cognome.

La suggestione mi ha abbandonato ai clap clap delle mani e allora..ho soffiato. Accidenti! Così sono gli angeli?

Sono rincasata sempre più convinta che la musica sia quanto di più vicino all’infinito, sia il cosmo stesso.        E qualcuno ci ha donato la voce e le orecchie. Allora anche se è tardi, dormo contenta, perchè oggi ho scartato un regalo che dovevo aprire da tempo.

MemoAlto

sketching

26 luglio 2010

disegnando di notte…

Edifici che cantano

23 giugno 2010

Dimmi, poichè sei così sensibile agli effetti dell’architettura, non hai osservato , camminando nella città, come tra gli edifici che la popolano taluni siano muti, e altri parlino, mentre altri ancora, che son più rari, cantano?E non il loro ufficio, nè il loro aspetto d’insieme così li anima o li riduce al silenzio, ma ingegno di costruttore o piuttosto il favore delle Muse.

Tell me (since you are so sensible to the effects of architecture), have you not noticed, in walking about this city, that among the buildings with which it is peopled, certain are mute; others speak and others, finally- and they are the most rare, sing?

It is not their purpose, nor even their general features, that give them such anmation, or that reduce them to silence. These things depend upon the talent of the builder, or on the favor of the Muses.

Paul Valéry

Mima Galt

13 gennaio 2010

olio 50×70, Gerani e vasi

Mima Galt

13 gennaio 2010

olio 50x 70, Tulipani per Memo

Mima Galt

12 gennaio 2010

olio 50×70 cm

Mima Galt

12 gennaio 2010

un ritratto di una pittrice di talento, Mima Galt.

olio 50 x 50

Il gioco stimola e attiva

11 ottobre 2009

Della serie, guardate la percentuale di persone che, incuriosite dall’idea, non si accorge di fare anche quel pò di attività fisica negata da una scala mobile, solitamente preferita, in ambiente metropolitano e non.
In più, siamo sicuri che questo gioco, questo divertimento, questo stimolo mentale (genio chi lo ha pensato) lascerà a queste persone una piacevole sensazione ludica e serotoninica che porteranno sicuramente con loro in ufficio, scuola, università, incontro.
Scommettiamo che saranno meno grigi, più brillanti?Più positivi?
E scommettiamo che produrranno di più, saranno più ricettivi e ironici?

Io scommetto..
Magari Alemanno la mettesse anche a qualche uscita della Metro di Roma.

The world of 100

8 giugno 2009

Un artista giapponese/coreano/cinese (scusate non mi sono informata e fisicamente non riesco a distinguerli) ha pubblicato 20 grafiche di “THE WORLD OF 100″, alcune delle quali vedete pubblicate, che rappresentano dei tematismi attuali circa ambiente, people ed energia, facendo il simpatico giochino matematico delle proporzioni…6milioni di abitanti stanno a 100…

:-)

P:S.ho fatto un errore grammaticale nel titolo, sarebbe BEFORE DEATH SEPARATES US.
sorry.:-)

Questo fumetto che ho creato ha suscitato reazioni diverse.Questa è una bozza della storia, poi passerò alla stesura riveduta del disegno ( a mano!) e del fluire della storia…
Intanto, a seconda della vostra reazione davanti al finale…potete già capire se siete degli inguaribili romantici, degli spassionati disincantati, dei cinici sfegatati o degli idealisti irrealisti.

WeddingMemo.

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