Frammentazione estrema
Le feste e le ricorrenze hanno un difetto: pur essendo giorni esattamente identici a tutti gli altri, che iniziano e che finiscono, hanno il profumo intrinseco del “tirare le somme”; lasciano spazio per soppesare e riflettere; ti mettono a confronto, a muso duro, con la tua vita sociale e relazionale; fanno ingrassare.
La confezione edulcorata con la quale si presentano, teoricamente annuncia un contenuto di buonissime intenzioni, ma poi a conti fatti si ha sempre quella sensazione di aver preso una fregatura e quantomeno uno comincia a pensare se la colpa di tanta incoerenza fra realtà e immaginazione, non sia da attribuire ad una ininterrotta sequenza di film, favole, racconti, fantasie surreali coi quali ti hanno riempito gli occhi e la bocca da quando sei nato. Un pò come quando da piccola ti fanno credere che se un bambino ti sputa è perchè gli piaci, scemenza che poi da grande si traduce [freudianamente] in grosse tranvate a innamorarsi di stronzi che teoricamente ti trattano di merda perchè non possono fare a meno di te.
Poi, più il nuovo millennio si addentra più senti scivolar via dalla pelle certe “carinerie” tipiche del calore umano, un esempio stupido: farsi gli auguri a voce,personalmente. No, adesso sostanzialmente scegli una mega cartolina virtuale e tagghi tutta l’umanità in un augurio collettivo che ha la stessa verve e la stessa profondità del mio caricabatterie; oppure ricorri al rapido sms, il cui testo è personalizzato solo per le persone importanti, riservando a tutti gli altri contatti un Buon natale standard che comunque ti tornerà indietro solo per la metà dei casi. Cazzarola, evviva noi, evviva lo spirito natalizio!
Ma quale ideale di comunione e unione può reggere davanti a tanta asettica realtà? Non si può certo generalizzare, ma non vi pare che l ‘andazzo sia assolutamente questo? Ho fatto più auguri al mio computer che a facce vere, più al mio cellulare che a persone vere. Comodo quando le persone a cui tieni sono lontane, comodo risparmiare quando sei al verde, ma ti senti un verme ad accondiscendere la tendenza del contatto silenzioso [lo chiamerei l'amico muto, quello che senti senza sentirlo] di FB, di Gmail, di un SMS…
Mi sembra tutto condannato ad una frammentazione estrema, il che rispecchia ampiamente la perdita di tutte le sicurezze economiche, psicologiche ed emotive che stiamo sperimentando come società e di riflesso anche come individui.
beh, adesso chiudo questo post pessimistico, devo preparare 384 twitt di capodanno………
Me m o
io ho detto lo stesso.. ma in 160 caratteri. Ah, il dono della sintesi ! Auguri muti memè..