Memo e le sette piaghe di Roma + altamente peppia e pessimista.
11 giugno 2009

In quel tempo, Memo si trovava a Roma per portare a compimento i propri studi sull’arte del costruire e dello spazio. Le condizioni del cielo erano degne di un castigo divino e lo spirito santo Angelini, di cui Memo era intrisa, l’avvertivano di un imminente cambiamento.
Gli uomini lambivano confusi nel peccato e nella perdizione ed Erode aveva appena emanato un comandamento per cui ordinava a tutte le fanciulle alle soglie dei diciotto anni di presentarsi nelle sue stanze regali ad allietare le pene dei sovrani e dei ministri suoi ospiti.
In queste ed altre condizioni catastrofiche, Memo confidava nella provvidenza divina, certa che presto o tardi qualcuno avrebbe moltiplicato i pani e le nutelle e che le numerose parabole che incontrava, volgendo lo sguardo a destra e a manca, avrebbero perpetuato la parola del cielo (sky).
Fu in quel momento che il prologo…in quanto tale iniziò.
E volgarmente parlando:
1.sono in ritardo a revisione con il prof, mi lavo le pubenda e le stanche membra e faccio per mettermi le lenti a contatto, ancora intonse nella confezione appena comprata il giorno prima: CACCHIO! il commesso mi ha sbagliato la gradazione che nemmeno se le metto due insieme in un occhio raggiungo quella che mi manca.
2.mi flagello l’esistenza preparandomi bendata e uscendo a mio rischio e pericolo senza un bastone bianco e un cane da guida e ancora piu in ritardo mi dirigo in quel di Termini in spedizione punitiva, decisa a farmi cambiare il prodotto.
3.Inciampo nello scalino della metro, livido a una coscia che tempestivamente fa conoscenza con un maniglione della suddetta metro…
4.Litigo con la direttrice dell’ottica, il commesso probabilmente o pagherà le mie lenti o verrà licenziato. Esco vincitrice ma senz’altro provata.
5.Porto due ore di ritardo.
6.Arrivo a piazzale flaminio nel momento esatto in cui il corteo pensionati della Cisl si dirama lento per la strada che mi porta all’università.20 minuti per fare 200 metri.
7.Il professore giustamente se ne è andato, saltata la revisione, mi siedo in aula a studiare e un insetto mi defeca sul braccio.
Vogliamo parlare di rivoluzioni solari o solo di rivoluzioni??sempre sfere in mezzo ci stanno..
sgrunt.
14 giugno 2009 alle 13:03
WOW!che dire…bè sfiga cosmica!!!
Quando ho letto la prima parte pensavo che ad un certo punto iniziassi a parlare di un bimbo nato in una mangiatoia a Arcor..ehm Betlemme…ma poi ammazza che escalation di punizioni divine…qualcuno lassù ti ama davvero…ma forza e coraggio Memina…pensa che il commesso ormai è sepolto sotto 2 metri di confezioni di lenti a contatto nel retrobottega dell'ottico,le scale della metro saranno la causa della morte lenta e dolorosa di tutto il corteo dei pensionati che ti ha bloccato e che il prof bè lo sconfiggerai a colpi di mouse e di squadra zoppa!!!baciotti ;OP
17 giugno 2009 alle 16:44
e alla fine solo sgrunt?
io avrei detto accipicchiolina come minimo..